Timidezza e incoraggiamento
La timidezza non è una debolezza
Alcuni bambini hanno bisogno di più tempo per aprirsi: è un temperamento, non un difetto. I bambini timidi spesso osservano con attenzione, sono empatici e prudenti. La pressione ('Non fare tante storie') tende ad aumentare l'insicurezza.
Dare sicurezza, non spingere
Rimani presente nelle situazioni nuove come porto sicuro. Da lì il bambino si avventura gradualmente. Non costringerlo a dire subito 'Ciao' o a esibirsi. I bambini che si sentono accettati diventano più coraggiosi di quelli sotto pressione.
Allenarsi a piccoli passi
Il coraggio cresce attraverso piccole esperienze realizzabili: prima un cenno, poi una parola, poi una frase. Esercitate a casa in modo giocoso delle situazioni (fare la spesa, salutare). Ogni piccolo passo conta e merita di essere riconosciuto, senza un grande palcoscenico.
Nominare i punti di forza
Di' al bambino cosa sa fare bene e descrivi il coraggio in modo concreto: 'Hai osato chiedere alla commessa.' Evita l'etichetta 'timido' davanti agli altri: i bambini adottano rapidamente tali definizioni come parte fissa di sé.
Favorire le amicizie con delicatezza
I bambini timidi spesso sbocciano in ambienti piccoli e tranquilli: un bambino in visita invece di un grande gruppo. Le attività condivise con uno svolgimento chiaro danno sicurezza. Qualità prima di quantità nelle prime amicizie.
Quando osservare più da vicino
Se la riservatezza fa soffrire molto il bambino, se non parla affatto (ad esempio solo fuori dalla famiglia), o se si ritira completamente, può essere utile parlare con il pediatra o con un esperto per approfondire la situazione.
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