Consolare quando le parole non bastano
La vicinanza parla senza parole
I bambini piccoli spesso non capiscono ancora quello che dici, ma percepiscono come lo dici. La tua vicinanza, la tua voce calma e il tuo calore consolano più di qualsiasi spiegazione. A volte, esserci semplicemente è il conforto più grande.
Lascia parlare il corpo
Un abbraccio, un cullare delicato o una mano sulla schiena calmano il sistema nervoso del bambino. Il contatto fisico manda un segnale: sei al sicuro. Fidati del fatto che il tuo corpo dice spesso più delle parole.
Non spiegare via le emozioni
Non devi risolvere subito il dispiacere di tuo figlio. Basta tenerlo e condividerlo, invece di distogliere rapidamente l'attenzione o minimizzare. Un sincero 'sei triste, sono qui' consola molto più di 'non è poi così grave'.
Trasmettere la propria calma
I bambini si contagiano delle nostre emozioni, nel bene come nel meno bene. Più riesci a restare calmo, prima anche tuo figlio ritroverà la serenità. Il tuo respiro lento può mostrare al bambino agitato la via del ritorno.
Lasciare il tempo necessario
Il conforto non funziona a comando. A volte un bambino ha bisogno di qualche minuto tra le tue braccia prima che la tensione si allenti. Resta paziente. Non affrettare la fine del pianto, ma accompagnalo fino in fondo.
Ascoltare il proprio bambino
Ogni bambino vuole essere consolato in modo diverso: alcuni hanno bisogno di una presa salda, altri di un po' di spazio. Impara a riconoscere i segnali di tuo figlio nel tempo. Ciò che lo calma, te lo mostra lui stesso, se rimani attento.
Scarica Farolino
Un diario con foto, attività adatte all'età, un piano vaccinale, traguardi e oltre 300 altre guide – senza pubblicità e rispettoso della privacy, dalla nascita ai 12 anni.